È arrivato #self

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Ebbene sì, alla fine ce l’abbiamo fatta. La sfida era quella di riuscire a mettere insieme il primo numero di una rivista di racconti rivolgendoci principalmente al mondo del self-publishing.

In termini quantitativi la risposta non è stata proprio entusiasmante: sarà la limitazione imposta dalla forma “racconto”, sarà che col digitale iniziative e spazi simili abbondano, insomma, onestamente ci saremmo aspettati un numero maggiore di proposte.

Tuttavia, alla fine (ché diversamente avremmo semplicemente deciso di mettere da parte il progetto), siamo riusciti a rinvenire otto validi racconti, per quanto piuttosto diversi fra loro, che sottoponiamo all’attenzione del pubblico.

Il testo di Giuseppe Gottardi, la cui brevità e letterarietà a prima vista sembrerebbero un limite invalicabile, è invece sorretto da un’idea straordinaria che proprio in tale forma trova il suo ideale svolgimento.

Notevole è anche il soggetto alla base del racconto di Simone Tempia, ambientato in un attualissimo presente, la cui narrazione è contraddistinta da un curioso tono ironico-formale ed è capace di regalare immagini di grande originalità.

Mangiati la polvere bastardo! invece, di Giovanni Vannozzi, è un irresistibile spaccato adolescenziale che sembra uscito pari pari da Ovosodo. In una sola parola: “Rooock!”. Leggete e capirete.

Dire che i racconti di Giuseppe Vergara sono particolari è dire poco. Surreali, distopici, capaci di concentrare in poche righe un disincanto profondo che ha origini lontane. Come ne Il Messaggio.

Quella di Michele Orti Manara è invece una scrittura pesata, necessaria, estremamente elegante. Controllata sì ma anche capace, all’occorrenza, di accelerazioni e aperture improvvise.

Antonio Fanelli lavora nell’ambito dell’informatica e di questo scrive. Noioso? Tutt’altro. Estremamente attuale e originale. Il suo è un racconto che scorre con, solo apparente, semplicità.

Francesco Satanassi è romagnolo. E si sente. La sua è una scrittura leggera ma “fisica”, di sangue, di carne, di nervi, di sentimenti che covano sotto la cenere ma si capisce che sono pronti a esplodere.

Per finire, Il girocollo di lana di Gianni Agostinelli, un racconto non tradizionale, esploso, fatto di schegge impazzite, in cui però si riconosce un autore e una voce: accattivante, precisa, definita.

Un ringraziamento, ovviamente, a tutti coloro che hanno accettato di mettersi in gioco inviando i loro testi. Ne aspettiamo molti altri per la issue#02.

Che dire se non: Buona lettura!

 

La issue#01 di #self è disponibile gratuitamente online su Issuu, oppure la potete scaricare in formato ePub su vari store (come Ultima Books o Bookrepublic) o su Amazon.

 

self@iltuoebook.it

 

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